NOVITÀ

La voce silenziosa
Rivista dell’Istituto dei Sordi di Torino

[A cura di E. Dolza, n. 39, giugno 2013]

Con questo numero estivo riprendono le pubblicazioni de La Voce Silenziosa dell’Istituto dei Sordi di Torino, che avevamo provvisoriamente sospeso in attesa di valutare quale direzione dare al nostro periodico. Lo sviluppo delle comunicazioni on line e tramite siti e social network ci ha infatti portato a riflettere sull’opportunità di proseguire con un’edizione cartacea periodica, oppure concentrarci su modalità informative esclusivamente basate sul web.

Il frutto delle nostre riflessioni è il presente numero: da ora in poi La Voce uscirà una volta all’anno e ospiterà sulle proprie pagine i contenuti, o parte dei contenuti, dei percorsi formativi che intendiamo proporre durante il periodo estivo nell’ambito della Summer School, di cui quest’anno inauguriamo la prima edizione.

La Summer School  vuole essere un appuntamento fisso annuale di formazione ambizioso:  l’Istituto dei Sordi di Torino sin dalla sua fondazione, quasi 200 anni fa, ha avuto tra i suoi compiti istituzionali la formazione degli insegnanti e degli operatori.  In quest’ottica la Summer School intende  proporre momenti di riflessione e di studio con l’intento di fare dell’Istituto, oltre che un centro di erogazione di servizi, soprattutto un luogo di pensiero, di ricerca, di incontro e di scambio di idee.

Ospitiamo quindi relatori importanti, provenienti da varie parti d’Italia, sia dal mondo accademico e della ricerca, sia da quello dell’educazione e della riabilitazione dei sordi, anche con orientamenti diversi o opposti tra di loro, nella convinzione che il dibattito e l’apertura, l’ascolto di posizioni metodologiche apparentemente contrastanti possano essere per noi arricchenti. Ma anche nella convinzione che l’Istituto possa e debba interessarsi di tutti i sordi, indipendentemente dal loro orientamento, dalla loro provenienza, dalle scelte riabilitative effettuate, in pieno e assoluto rispetto per il loro diritto (e per i piccoli, quello delle loro famiglie) di autodeterminarsi.

 

Il senso raccontato

Narrazione e cognizione tra semiotica e psicologia

[E. Grillo, G. D. Guagnano, a cura di, Collana Universitaria Le Muse, 2012]

Il volume si propone di indagare le relazioni tra la narrazione e i fenomeni cognitivi, mettendo in luce il ruolo che questa gioca nell’organizzazione dell’esperienza e nel formarsi del rapporto tra gli esseri umani e il loro ambiente. I singoli saggi approfondiscono aspetti particolari dell’ attività narrativa, disegnando percorsi che si snodano tra psicologia e semiotica alla ricerca di un dialogo tra le due discipline. Dopo un primo saggio introduttivo sulla svolta narrativa avvenuta negli anni ’50-’60 nelle scienze umane e in particolare in semiotica, seguono due saggi di taglio semiotico, uno dedicato alla natura delle intenzioni nella narrazione, l’altro ai rapporti tra tempo e narrazione linguistica, che prende in considerazione sia i requisiti cognitivi sia la retroazione del linguaggio nella gestione del tempo. La seconda parte è di taglio psicologico. Il primo saggio individua i processi che presiedono allo sviluppo della capacità narrativa, ricostruendo la genesi dell’abilità di parlare del mondo attraverso le narrazione, mentre il secondo propone un modello di spiegazione dei disturbi clinici a partire dai racconti con i quali i soggetti danno forma alle proprie esperienze. L’ultimo saggio mette in evidenza le differenze tra il piano della percezione e quello del ricordo ricostruito nella narrazione, con particolare riferimento ai report testimoniali.

Eduardo Grillo ha conseguito il dottorato di ricerca in Semiotica e Comunicazione simbolica presso l’Università degli Studi di Siena. Cultore della materia in Semiotica, è stato per tre anni tutor di Semiotica presso l’Università degli Studi di Perugia. Si interessa principalmente di semantica, pragmatica, semiotica della cultura, semiotica visuale. Ha pubblicato articoli sul fumetto, sul ruolo dell’intertestualità nelle opere estetiche, sulla scrittura.

Giacinto Davide Guagnano (1979) si è laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Bologna con una tesi dal titolo “Analisi pragmatica de La felicità familiare di Tolstoj”. Come giornalista ha lavorato per La Repubblica e nel 2009 è stato corrispondente Ansa da Berlino. È dottorando di ricerca in Psicologia della Comunicazione presso l’Università di Macerata e ha preso parte al gruppo di ricerca, guidato dal prof. Andrzej Zuczkowsi, sulla comunicazione della certezza e dell’incertezza negli articoli del British Medical Journal. Attualmente si occupa di linguistica generale e umorismo sotto la supervisione del prof. Neal Norrick (Università del Saarland – Germania).

Saggi di:
D. Compagno, G. Coratelli, L. Critone, F. Ercolanoni, L.Gasbarroni, E. Grillo, G. D. Guagnano.

 

Il racconto audiovisivo

Teorie e strumenti semiotici

[Paolo Bertetti, Collana Universitaria Le Muse, 2012]

Il cinema, la televisione e gli altri media audiovisivi costituiscono uno dei grandi serbatoi di storie della nostra contemporaneità. Ma come fanno un film, una fiction, o anche uno spot pubblicitario a raccontarci le loro storie? In che modo essi ci avvincono, ci emozionano, ci trasmettono valori e visioni del mondo? E, più in generale, quali sono i meccanismi narrativi e le caratteristiche specifiche del racconto audiovisivo? Attraverso una rilettura chiara, ma insieme problematizzante, delle teorie semiotiche e degli apporti metodologici che ci vengono dalla narratologia e dalla semiotica del testo l’Autore individua una serie di strumenti utili a comprendere e indagare il meccanismi di senso delle immagini in movimento. Inoltre, vuole ribadire la necessità di riprendere e approfondire una serie di questioni teoriche forse troppo superficialmente lasciate in disparte, in un momento in cui gli sviluppi nel sistema dei media e le recenti forme di narrazione e di fruizione inter e transmediale esigono di ridiscutere categorie acquisite e impongono nuove riflessioni.

Paolo Bertetti lavora presso l’Università degli Studi di Siena. È autore di diverse pubblicazioni sul cinema e sull’immaginario di massa, tra le quali Lo sguardo degli Angeli. Intorno ed oltre Blade Runner (Torino, 2002, con Carlos Scolari) e Conan il mito. Identità e metamorfosi di un personaggio seriale tra letteratura, fumetto, cinema e televisione (Pisa, 2011), oltre che di studi di teoria e analisi semiotica. Presso Cartman ha pubblicato Mediamerica. Semiotica e analisi dei media in America Latina (2007, con Carlos Scolari).

Il giallo del teatro lirico italiano

[Piero Guarnera, Collana Karma, 2012]

Un giallo in chiave umoristica, ispirato al mondo dell’Opera e in particolare al Teatro Lirico italiano. Un racconto in cui ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale e in cui la stessa trama e i nomi diventano pretesto per creare assonanze. Una storia che, nelle opere e nei compositori, ricalca a volte particolari momenti della vita artistica e privata dell’Autore.
Un giallo godibile e divertente, a volte visionario e stravagante che invita a una visione leggera del mondo serio e composto della Lirica.

Dalla prefazione
“Cari lettori,
la storia che ho scritto, un giallo in chiave umoristica, pur ispirandosi al mondo dell’Opera e al particolare momento in cui versa, ormai da anni, il Teatro Lirico Italiano, è completamente inventata. Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale; i nomi e cognomi che ho citato, di Artisti, Musicisti, Registi e Addetti ai lavori, non si riferiscono assolutamente alla persona, ma sono stati impiegati unicamente per l’assonanza utile al racconto, in modo da renderlo particolarmente divertente (spero!). Sono inserite nella storia opere e compositori che hanno rappresentato un particolare momento della mia vita, sia artistica che privata; alcune da me eseguite, altre legate al ricordo di mio padre Guido Guarnera, di mia madre Cristina, di mio nonno Pietro Milana, di Giacomo Lauri Volpi, padrino di mio fratello Edoardo, quindi “zio” acquisito e buoni ultimi… di mia moglie Giovanna e mio figlio Riccardo. Ringrazio tanto la mia cara amica e collega Raffaella, che ha fatto le vignette che accompagnano il racconto, collaborando in modo straordinario alla pubblicazione di questo libro. Spero di aver reso in maniera divertente e leggera un mondo, che spesso si prende troppo sul serio.
… E se ho dimenticato qualcuno, chiedo scusa… lo aggiungerò… alla prossima!”

Piero Guarnera

Piero Guarnera, cantante lirico, è un apprezzato baritono. Dopo aver vinto nel 1984 il Concorso A. Belli di Spoleto e nel 1985 il Concorso Toti Dal Monte di Treviso, ha iniziato una brillante carriera che lo vede tuttora impegnato nei principali teatri italiani e in alcuni dei massimi teatri esteri,per importanti Festival e concerti a fianco di illustri colleghi e diretto da prestigiosi direttori d’orchestra e registi.
Ha inoltre inciso, per la Bongiovanni, “Il Campanello” di Donizetti, per la Nuova Era “la Locandiera” di Salieri e “Amor vuol sofferenza” di Leo, per la Dynamic “Proserpine” di Paisiello e “Armida Immaginaria” di Cimarosa e per la Naxos “Il Turco in Italia”di Rossini ed “Il matrimonio Segreto”di Cimarosa.
È autore di un racconto umoristico sul mondo del calcio, intitolato “Giallo in Azzurro” (1982). Nel leggere il testo, l’attore Oreste Lionello si divertì a tal punto che ne volle recitare alcuni brani nei suoi spettacoli televisivi (“Al Paradise” su R.A.I. 1), radiofonici (“Permette Cavallo” R.A.I. Radio Uno) e teatrali, riscuotendo sempre un grande successo.

Mamma, quando ti ricrescono i capelli?

[Barbara Martinelli Köhler, Collana Karma, 2012]

Come si fa a dire ai tuoi figli di 7 e 4 anni che hai il cancro, senza turbarli e senza togliere loro la spensieratezza di quell’età?
Cosa gli dici: “Bimbi, sapete una cosa: ho un tumore aggressivo”?
Come se ti capissero fino in fondo…
“Ma di morire non se ne parla, vero mamma?” le ha detto una volta la piccola, semplicemente così, come fosse una domanda come un’altra…
Come si fa a spiegare loro che dovrai andare via per un po’ e che quando tornerai dovrai prendere una medicina che ti farà cadere tutti i capelli?
Barbara è riuscita in tutto ciò, combattendo contro il “male oscuro”, descrivendo il suo cammino verso la guarigione con schiettezza, senza mezzi termini, a volte anche con umorismo e con la dignità di una persona che non può fare a meno di voler continuare a vivere per loro…

Barbara Martinelli è nata e vissuta fino ai 28 anni a Torino. Si è trasferita poi in Germania, vicino a Francoforte, lasciando famiglia, amici, affetti, lavoro per vivere con il suo ragazzo, attuale marito, che è tedesco.
Lavora come impiegata responsabile per l’Italia presso una multinazionale.
Questo è il suo primo romanzo.

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