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La vita va affrontata a mani vuote.
In caso di tempesta, come fai a reggere il timone con due valigie?
E se fa bel tempo, sei più leggero a testa sgombra.
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Clown Celeste è un saggio nella forma di diario di bordo scritto da un maestro durante un intero anno accademico in una scuola di teatro. La materia teatrale che viene approfondita è il clown teatrale e circense. La tesi di questo libro è che attraverso il personaggio del clown l'uomo possa liberarsi dalle maschere e dalle costrizioni sociali e comportamentali. Secondo l'autore, se la conoscenza del teatro è la conoscenza dei teatri interiori, allora è possibile considerare il mondo un gran teatro, in virtù del profondo legame che intercorre tra lo studio teatrale e la vita stessa.
Dall'introduzione di Fernando Zevallos:
Penso che Clown Celeste possa essere un valido strumento per i giovani che si cimentano nell'arte della risata, così come per noi più anziani che già abbiamo diverse risate alle spalle. Sono sicuro che anche coloro che per le "urgenze di ogni giorno" smettono di osservare la vita che gli si posa sul naso, potranno raccogliere insegnamenti di grande valore. D'altronde la vita la viviamo tutti quanti, no?
E per i "clown" che cercano "ricette di come far ridere", devo dirvi che in queste pagine non le troverete. Troverete invece interrogativi e riflessioni che vi permetteranno di tracciare un vostro cammino e di sviluppare un processo personale che vi accompagnerà fino alla vostra ultima risata. Ed è di questo che tratta l'arte del clown; una ricerca costante del naturale, della verità, dell'espressione meno affettata dell'essere umano: il riso.
Il libro è strutturato in tre parti, suddivise in brevi capitoli. Lezioni teatrali e riflessioni si intrecciano in un testo utile per gli studenti di teatro, piacevole, intenso e delicato come una bella favola d'altri tempi e luoghi lontani.
Come inizia...
L'uomo nasce ad immagine di Dio ma questa immagine è mobile come i riflessi dell'acqua
quando passa la mano del vento.
Se la vita è danza, è danza di atomi e l'uomo ne è l'espressione pura.
"Tout bouge" diceva Jacques Lecoq. Tutto si muove dunque, tutto canta, dalle stelle alle margherite.
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Emmanuel Gallot Lavallée ( www.emmanuelgallot.com - emmanueclown@hotmail.com), nato a Rahay (Pays De La Loire, France) il 13/07/1955, ex-assistente alla Scuola di Jacques Lecoq ivi formato come attore e pedagogo, è regista e insegnante teatrale, attore e pittore diplomato in "Pedagogia Teatrale" e specializzato in "Analisi del Personaggio" e "Teatro comico dell'arte". Ha insegnato in Svizzera fino all'81 "Improvvisazione teatrale" alla Scuola del clown Dimitri. Nel 1981, tornato a Parigi, ha creato con Silvia Marcotullio la compagnia teatrale "Circo a Vapore", e nel 1984, a Roma, sempre insieme a Silvia Marcotullio e Fiammetta Bianconi ha fondato la Scuola Internazionale di Teatro. Dall'84 ad oggi ha tenuto seminari, stages e laboratori teatrali di formazione professionale e di specializzazione in Italia e all'estero per attori, operatori culturali, associazioni, compagnie teatrali e insegnanti. Ha creato la Scuola Circo d'Abruzzo, scuola di teatro e... di vita, e lavorato nella formazione di clownterapia e clown d'ospedale e realizzato degli interventi teatrali nelle tendopoli dell'Aquila. Nel 2010 ha creato l'Ecole des Clowns, scuola dedicata al mondo del circo e alla presenza fragile del clown. Per i tipi Cartman Edizioni ha pubblicato il libro Clown Celeste. Pedagogia creativa per un teatro comico (2010), a cui è associato lo spettacolo "Clown Celeste" - tra favole tibetane, canti, scherzi da clown e filosofia di vita -, Che cosa è il clown? Segni, sogni, disegni (2011) e Un Clown alla ricerca di Dio (2011).
Un libro poetico come poetica è l’essenza del Clown. E proprio questo sembra essere il tema conduttore del testo: l’essenza del Clown. Non tanto la storia, le diverse modalità, il mestiere, le tecniche, ma il cuore vero che si nasconde dietro il naso rosso e il sorriso spontaneo di quella figura magica, ingenua, stilizzata, colorata triste e allegra di una maschera che non è altro che una delle mille facce dell’uomo. Il clown è un modo di essere nella vita, un modo di guardare la realtà, una sensibilità speciale, una sapienza profonda non fondata sull’istruzione ma sulla natura. E’ l’amore per le cose piccole, l’attenzione per la semplicità, la capacità di sorridere degli esseri umani e di noi stessi. Oltre al racconto, cronaca di un gruppo di clown al lavoro in europa, alle loro avventure di teatro di strada, il libro racconta proprio la specificità che anima questo tipo di ricerca artistica.
Elena Siri, Teatro.org, 10 maggio 2011