Cervello, mente, linguaggio

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Una introduzione alle scienze cognitive

Autore: Rocco Pititto

Descrizione

Perché affermare che l’uomo è un essere “speciale”, posto al vertice del mondo animale e non, invece, un essere “qualsiasi”, anche se più evoluto, uno tra i tanti altri esseri animali, che popolano il mondo, come da alcuni si è ipotizzato sempre più frequentemente e con maggiore convinzione? L’uomo è realmente un essere “speciale”? Come rispondere a questo interrogativo? Su quali basi documentali e con quali osservazioni e argomenti? A quale conclusione sull’essere dell’uomo, si potrà arrivare, se la risposta all’interrogativo è positiva, o, se, al contrario, è negativa? Infine, cambia qualcosa sul modo di concepire l’uomo e il suo destino nel mondo, se a prevalere sia la risposta, che, nega la “specialità” dell’uomo, a favore di una concezione indifferenziata del mondo animale, dove le distanze tra gli esseri animali sono così labili, da essere, infine, inconsistenti? Mente e linguaggio segnano il perimetro dell’umanità. Tutti gli esseri, animati o inanimati, sono parte del mondo, ma soltanto l’uomo, la creatura dotata della mente e del linguaggio, fa parte del mondo, lo possiede nello stesso tempo e ne è consapevole. Il semplice fatto di essere parte del mondo non significa di per sé possedere il mondo. Perché è, soprattutto, attraverso il dono del linguaggio, la risorsa che lo caratterizza in via esclusiva come essere umano, che l’uomo possiede il mondo, creandolo e ricreandolo, ponendo domande ed esigendo risposte. Nessun altro essere può rivendicare di far parte del mondo, di possederlo, anche se solo simbolicamente, e di ricrearlo, adattandolo di continuo ai suoi “bisogni” e dando ad esso delle finalità. Rispondere alla domanda sul come sia possibile per l’uomo, tramite l’attività della mente e l’attività del linguaggio, possedere il mondo, ricrearlo ed esserne, nello stesso tempo, consapevole, è il filo conduttore di questo lavoro, la ragione ultima di una ricerca “appassionata” sull’uomo e sul suo destino.

Rocco Pititto è professore di Filosofia del Linguaggio e di Filosofia della Mente nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Studioso del linguaggio e della comunicazione, ricostruisce nella sua ricerca i nuovi spazi di umanità che si aprono alla riflessione sull’uomo nel mondo, dopo la fine delle certezze e la crisi della ragione, quando l’uomo, “gettato” nella terra di nessuno, vive l’esperienza dell’incertezza e della solitudine, Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Linguaggio ed esperienza religiosa(Bulzoni, Roma 1980); John Locke. Mondo linguistico e interpretazione (Edizioni Athena, Napoli 1984); Comunità, comunicazione ed emancipazione (ivi, 1988); Dalla lingua alla parola. Modelli linguistici e ricerca educativa (ivi, 1993); La fede come passione. Wittgenstein e la religione (S. Paolo, Cinisello Balsamo 1997); La comunicazione difficile. Psicopatologie del linguaggio e della comunicazione (La Scuola, Brescia 2001); Dentro il linguaggio. Pratiche linguistiche ed etica della comunicazione (UTET, Torino 2003); Ad Auschwitz Dio c’era. I credenti e la sfida del male (Studium, Roma 2005); La ragione linguistica. Origine del linguaggio e pluralità delle lingue (Aracne, Roma 2008).

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