Labirinto Manhattan

13,00

Percezione e immagini di una città

Autore: Katia Piccinni
Postfazione: Marco Trisciuoglio

Descrizione

…è inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.
Italo Calvino, Le città invisibili

New York, in particolare il borough di Manhattan, un’isola scoperta per caso, una città pensata inizialmente in sole due dimensioni, è la metropoli che da sempre gioca la sua immagine sul costante rapporto tra reticolo spaziale e sviluppo verticale.
La silenziosa linearità della rete che giace ai suoi piedi si trasforma nel tempo nell’elemento generatore delle forme che la renderanno iconica. La Griglia cartesiana assume poco a poco una sua tridimensionalità, plasmandone le architetture. Sottili impulsi fluiscono con basse frequenze al livello della strada, per poi esplodere in nuove articolazioni geometriche: cortine laterali continue e incredibilmente elevate formano le pareti di profondi canyon che incombono sull’osservatore.
X, y e z diventano le tracce di tre piani di percezione che intersecandosi ci forniscono il profilo essenziale dell’attuale immagine di New York attraverso interpretazioni letterarie, fotografiche e cinematografiche, qui analizzate alla luce di una preliminare ricostruzione storica che si fa strada nell’infinito labirinto delle percezioni della più incredibile delle realtà urbane mondiali.
Katia Piccinni nel 2004 si è laureata in Architettura presso la Prima Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Ha collaborato con alcuni studi di architettura e lavora nel campo della comunicazione multimediale e del web design, senza tuttavia rinunciare alla passione per la letteratura.
La sua poesia Sola Andata è stata inclusa nella raccolta Confine Senzafine nata dal primo concorso letterario fotografico di Cartman Edizioni. È di prossima pubblicazione il racconto Break.Fast!, vincitore del Premio Speciale della Giuria per il concorso Culturexpress (2007) organizzato dalla Fondazione Eni Enrico Mattei.

Marco Trisciuoglio, architetto, è professore di Composizione architettonica e urbana presso la Prima Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Autore con Giorgio Pigafetta e Ilaria Abbondandolo di Architettura tradizionalista. Architetti, opere, teorie (Jaca Book, Milano 2002), ha scritto Il muratore e il latino. Introduzione alla teoria dell’architettura (Celid, Torino 2000, rist. 2003), La conchiglia di Corbu. Introduzione alla forma in architettura (Celid, Torino 2003), Scatola di montaggio. L’architettura, gli elementi della composizione e le ragioni costruttive della forma (Carocci, Roma 2008). Ha coltivato studi sull’architettura antica, sull’idea di paesaggio, sullo statuto tecnico-scientifico della composizione architettonica, sulla forma della città.

New York, in particolare Manhattan, è la metropoli che da sempre gioca la sua immagine sul costante rapporto tra reticolo spaziale e sviluppo verticale, restando in bilico tra una situazione di collasso e un’espressività condotta agli estremi delle proprie potenzialità.

Torino Magazine, 2/2008.


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